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Carissimi, eccoci pronti per i prossimi incontri della XXVIII edizione di Libri sulla cresta dell'onda. Differentemente da quanto annunciato all'inizio della rassegna, anche questi appuntamenti necessitano della prenotazione. Presso la nostra libreria di Formia in via Vitruvio 73 e alla Fiera del Libro di Gaeta di fronte al palazzo municipale troverete i biglietti gratuiti.
Se siete impossibilitati a recarvi nelle nostre due sedi, scrivete a libreriatuttilibri@gmail.com specificando nome, cognome e cellulare. Vi consigliamo di prenotare prima possibile.
All'ingresso sarą richiesto il Green Pass.
Ai possessori del biglietto ricordiamo di recarsi sul luogo dell'incontro con puntualità. L'ingresso al Porticciolo Caposele sarà consentito dalle ore 20,00 alle ore 21,15.
Per coloro che non dovessero trovare parcheggio in prossimità sarą disponibile un servizio gratuito di Bus navetta a partire dalle ore 19,30 dal Molo Vespucci con il seguente itinerario: Molo Vespucci, Via Cristoforo Colombo (angolo Via Vitruvio),Piazza Mattej, Porticciolo Caposele-Vindicio. Il servizio riprenderą alla fine dell'incontro.
In caso di avverse condizioni metereologiche l'incontro si terrà presso la Chiesa di San Giovanni Battista di Formia e le prenotazioni non verranno ritenute valide a causa della capienza inferiore.
Sarà possibile seguire l'incontro anche attraverso la diretta Facebook sulla pagina 'Libri sulla cresta dell'onda'.

PAOLO CREPET, è psichiatra e sociologo. Dal 2004 è direttore scientifico della Scuola per Genitori (www.impresafamiglia.it).
Ha pubblicato numerosissimi libri tra i quali alcuni raccolti in un unico volume quali La gioia di educarli e La fragilitą del bene, pubblicati da Einaudi.
Con la Mondadori, Baciami senza rete, Il Coraggio, Passione, Libertè, Vulnerabili e il recentissimo Oltre la tempesta.
www.paolocrepet.it.

Il suo ultimo libro è OLTRE LA TEMPESTA. Come torneremo a stare insieme, Mondadori

Un libro che risponde a tutte le domande che ci siamo fatti in questi lunghi mesi di pandemia. Spaventati, disorientati, ora depressi o inclini all'ira, ora fiduciosi nella solidarietà collettiva, stiamo attraversando la pandemia come fossimo in mezzo a un mare tempestoso, cercando di resistere nella speranza di arrivare presto a un approdo. Ma come sarà quel porto? Migliore o peggiore di quello da cui siamo partiti? E come saremo noi, alla fine del viaggio?
Sarebbe desolante se ad attenderci ci fosse la realtà di prima. Al tempo stesso, non possiamo pensare che il futuro si faccia da sé per inerzia: il futuro è il tempo della fiducia, per questo va attivamente progettato e nutrito. Dobbiamo allora coltivare la fantasia, far leva sulla nostra forza immaginativa per riparare cièche si è incrinato dentro di noi e intorno a noi, nelle relazioni, nella vita quotidiana, negli spazi di lavoro. E lo dobbiamo fare soprattutto per le giovani generazioni, cui va restituito il diritto di sognare e di guardare avanti senza timore.
Come spiega Paolo Crepet in queste pagine ricche di passione, occorrono curiosità e audacia: uno sguardo curioso ci permette di notare i dettagli, di scoprire che in ogni storia, per quanto minuscola, è contenuta una metafora; un atteggiamento audace ci aiuta a sfidare le correnti del conformismo e i freni di chi ha interesse a mantenere invariato lo status quo.
La costruzione del futuro, però, passa anche attraverso un maturo impegno collettivo, perché da soli si può avere un'idea, un'intuizione, ma al Nuovo si arriva solo quando le persone si incontrano, si incoraggiano, si confrontano e si criticano, arricchendosi a vicenda.
Quando il virus sarà sconfitto lascerà una cicatrice interiore che ci accompagnerà per molto tempo. Per questo dobbiamo reagire, fin da adesso.
"Scuotiamo le nostre anime facendo emergere la forza propulsiva e trasgressiva che è dentro di noi, per riscoprire il senso più vero e profondo delle relazioni e dare forma a quello che sarà il mondo oltre la tempesta. Solo così potremo dire che questa terribile esperienza ci ha insegnato qualcosa: se ci aiuterà a ritrovare la nostra dimensione più autentica e a riscoprire la bellezza e lo stupore che la vita ha in serbo ogni giorno per noi".


GIOVANNA FAMULARI, violoncello.

Artista eclettica tra le più importanti violoncelliste italiane, è anche pianista, cantante, attrice nonché produttrice discografica. Ha suonato con numerose orchestre, tra le quali la Scarlatti di Napoli, e annovera  collaborazioni con artisti come Ron, Nicola Piovani, Tony Servillo, Tosca (con cui ha vinto due targhe Tenco e un Nastro d'Argento 2020). Ha recitato in varie produzioni cinematografiche e televisive e inciso cd.


MASSIMO DE LORENZI, chitarra

Vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali, ha suonato in tutta Italia e all'estero come solista e in formazioni da camera, ha partecipato alla realizzazione di colonne sonore, trasmissioni radiofoniche e spettacoli teatrali. Ha lavorato, tra gli altri, con Carmelo Bene, Lina Wertmuller, Tullio Solenghi, Simona Marchini, Miranda Martino, Tosca, Massimo Venturiello.

Giovanna Famulari e Massimo De Lorenzi, come Les Duplettes, hanno eseguito concerti in Arabia Saudita, Austria, Svizzera, Francia, Argentina riscuotendo un grande successo di critica e di pubblico. Da qualche anno scrivono ed eseguono colonne sonore teatrali e cinematografiche.








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